FAQ-Frequenti domande e risposte
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Posso diluire la resina?
Talvolta, specialmente per una prima penetrazione su alcuni supporti, può essere utile rendere più fluida la resina con una leggera diluizione. Si può impiegare un diluente epossidico come lo 038 (vedi catalogo generale). Bisogna tenere presente alcune cose:
- che il supporto sia compatibile con il diluente (potrebbe reagire con alcuni materiale come il polistirolo),
- che l'impiego non sia strutturale,
- che la diluizione non ecceda una proporzione ragionevole del 10% circa.

In alternativa alla diluizione della resina?
Una buona alternativa consiste nello scaldare leggermente la resina da applicare. Fate attenzione che il riscaldamento diminuisce la pot-life della resina.

Posso evitare di sovra-verniciare la resina?
Le resine - sia epossidiche che poliestere/vinilestere - sono tutte sensibili all'azione dei raggi UV. Ingialliscono e con il tempo possono perdere le qualità meccaniche. In molti formulati vengono addizionati filtri anti-UV ma bisogna tenere presente che i filtri con il tempo si saturano e perdono efficacia. Una pittura pigmentata è una buona protezione della resina. Con il tempo può essere facilmente rinnovata. Stesso discorso per le vernici trasparenti con filtri UV: con l'andar del tempo vanno rinnovate. Il periodo di tempo tra prima stesura e rinnovo è difficilmente prevedibile e dipende dalla qualità della vernice e dei filtri, dalla quantità e qualità delle mani posate nonchè dalla quantità di UV accumulata dal manufatto. Per le barche la quantità di assorbimento dei raggi UV può essere notevolmente amplificata dall'effetto di riflessione dell'acqua.

Come si usano i coloranti per resina?
I coloranti per resina possono essere impiegati per colorare in pasta la resina. La colorazione in pasta della resina non può sostituire la verniciatura finale anche perchè sarà abbastanza difficile che - nel caso di ripetute miscelazioni - si riesca a dosare il pigmento sempre con le stesse proporzioni. La colorazione può rivelarsi assai utile per eliminare o comunque diminuire l'effetto antiestetico di graffi o abrasioni che potranno verificarsi nel corso della vita del manufatto.

Non ho trovato in catalogo le pompe dosatrici per resina.
Infatti non ne vendiamo. Sconsigliamo l'uso di pompe perchè sono un sistema di dosaggio spesso molto approssimativo. In alternatica consigliamo l'uso di una semplice bilancia elettonica che oggi costa molto meno delle pompe e fa egregiamente il suo lavoro anche in molte altre occasioni (per le vernici ad es.) nonchè in casa.
Per consentire alla bilancia impiegata in cantiere di avere una lunga e felice vita è sufficiente proteggerla inserendola in un sacchetto di plastica trasparente facendo attenzione che non sforzi sul piatto di pesa.

Dosaggio e miscelazione della resina
Per dosare la resina consigliamo l'uso di una bilancia elettronica del tipo commerciale che si compra nei negozi ormai per pochi euro. Ponete sul piatto il contenitore di miscela che avete scelto e premete il pulsante per la tara.
Versate la quantità di resina che ad occhio stimate vi occorra. Verificate il peso e - se non volete fare i conti - controllate sulla tabella dei pesi (allegata alla sk.tecnica) quanto indurente dovete versare. Questa operazione è precisa e non prende che pochi secondi. Le bilancie elettroniche oggi sono ragionevolmente precise ed economiche.
Per piccole quantità di resina da miscelare - diciamo nell'ordine dei dieci grammi - l'approssimazione del peso della bilancia (3-5 gr) può essere eccessiva. In questo caso conviene adoperare delle siringhe.

Fino a che temperatura ambientale posso resinare?
Con il freddo:
Cercate di non resinare con temperature inferiori ai 15-12 gradi. Tenete presente anche la previsione della temperatura per le ore successive alla resinatura. Se resinate di sera con temperature al minimo con il passare delle ore (quelle della polimerizzazione) la temperatura tende a calare ed anche parecchio; il freddo può abortire la reazione di indurimento che non potrà più essere ripresa successivamente. Vi ritrovate con una sostenza gommosa da rimuovere e smaltire. Quindi per resinare all'aperto con temperature minime scegliete le ore della mattina ed evitate quelle dal pomeriggio in poi. Tenete anche in considerazione la temperatura dei manufatti da resinare specialmente se la quantità di resina da applicare è modetsa. Un manufatto molto fretto, malgrado la temperatura ambientale accettabile può determinare un rapido raffreddamento della resina.
Con il caldo.
Il limite superiore di temperatura ambientale non esiste dal punto di vista strettamente chimico. I tempi di pot-life e di indurimento indicati nella scheda tecnica sono relativi a prove di laboratorio a 25°. Aumentando la temperatura ambientale diminuisce la pot-life e il tempo di indurimento. Con un caldo eccessivo questi tempi possono risultare troppo brevi per operare normalmente.
A parte l'impiego di induritori più lenti, una buona soluzione consiste nello stivare la resina e l'induritore in un ambiente freddo (es.in un frigorifero) e cercare di non tenere il manufatto esposto al sole.

Vorrei costruire una barca in compensato marino. Che resina mi consiglia?
Tutte le resine che proponiamo sono adatte all'impiego su legno. Tra questa quella che può essere più adatta ad una normale costruzione è il sistema 148. Questa resina ha - in aggiunta alle fibre di rinforzo - un modulo di elasticità molto vicino a quello del legno. L'insieme legno- vetro-resina risulta possedere resistenze più omogenee sotto il profilo meccanico. Per scafi sempre in legno/composito di elevate prestazioni e con necessità di certificazione può essere impiegato il sistema 152.

sulla mia barca in compensato vorrei resinare gli spigoli con nastro biassiale da 100 mm di larghezza e resina epossidica. Sono incerto sul tipo di resina da utilizzare
Le consiglio in sistema 148 che è quello che in composito con la fibre di vetro raggiunge il modulo di elasticità più vicino a quello del legno.

Mi potete indicare il consumo di resina al mq per laminare del tessuto di vetro sul legno?
Un buon resinatore riesce a produrre manualmente un composito con un rapporto resina-fibra del 50%-50% circa.
Questo rapporto si può migliorare con la tecnica del sottovuoto.
Per stabilire la quantità di resina da impiegare si dovrebbe valutare:
- il peso della fibra da resinare,
- l'assorbimento di resina del legno (variabile da essenza e sua lavorazione),
- la capacità del resinatore ( quindi sprechi, rifacimenti ecc).
Come vede è difficile darLe una risposta precisa essendoci in campo delle variabili incognite che possono essere valutate direttamente solo da Lei e a lavoro in corso.
Visto che il lavoro di costruzione di un'imbarcazione - anche piccola - è generalmente dilatato nel tempo, Le consiglierei di acquistare una piccola quantità di prodotto, valutare gli impieghi e riordinare se necessario.
Meglio più ordini che restare con prodotti inutilizzati e destinati a deperire.

Salve , prima di procedere con l\'ordine volevo chiedere se la resina epossidica 148 da 1kg + 450 gr. del relativo induritore tende ad ingiallire e se  sono adatti nella lavorazione per resinare tessuti di vetro .
Considerando il freddo di questi giorni mi consigliate la \"reazione standard\" o quella \"ritardata\" ?
Il tessuto di vetro E Batavia 200 gr/mq h 120cm. va bene per la laminazione di tavole da surf?
potreste lasciarmi gentilmente un recapito telefonico ?
Attendo vostre risposte sì da poter procedere all\'ordine.
Altre FAQ trattano questo argomento, alcune più diffusamente.
Tutte le resine (epox,poliestere e vinilestere) sono sensibili all'azione dei raggi UV. L'irraggiamanto provoca ingiallimento e perdita di resistenza meccanica.
Alcuni formulati contengono filtri anti UV per diminuire questo problema. Comunque i vari filtri tendono ad esaurirsi con il tempo. Vale pertanto una copertura con un film schermante (pittura o vernice antiUv) che possa venir facilmente rinnovata.
La resina sistema 148 si presta ad essere impiegata con per la laminazione, ideale per laminazione su legno.
Per laminazione fibra su fibra consigliamo il sistema 130.
Le resine epox si solidificano per reazione tra i due componenti. La reazione produce calore. Se il calore prodotto non è sufficiente per la reazione, questa abortisce, si esaurisce e non riparte più. E' fondamentale pertanto che la temperatura dell'ambiente non scenda sotto un certo limite, normalmente 15 max 13gradi. Questa limite deve essere osservato per la durata della polimerizzazione quindi almento per le 6-10 ore successive all'applicazione. Le reazioni ritardate in questo caso allungano i tempi e conseguentemente la necessità di temperatura controllata.
Se un tessuto sia ideale o no per una costruzione dipende dal progetto e dalle richieste di questo. Questa domanda è molto generica e una risposta concrenta in termini di si o no è impossibile.
Le fibre di applicano in un contesto, su legno, su altre fibre, su nuclei di sandwich ecc e possono avere valenza estetica, protettiva o strutturale.
Queste valutazione deve farle il progettista.
Se non c'è un progetto nè l'esperienza una buona soluzione è partire dall'osservazione dell'esistente che funziona, quella che normalmente si dice "l'esperienza altrui" facendola propria e poi migliorandola, se possibile.
I recapiti telefonici sono indicati nella stessa pagina da dove ha spedito questa mail, due righe più in alto.